Quanto mi può costare utilizzare una foto trovata su internet? Possono chiedermi il pagamento dei diritti d'autore anche a distanza di anni? E i video, li posso mettere sul sito? A quali condizioni e cosa rischio? A queste e altre domande risponderanno i due relatori nel corso di aggiornamento "Internet e diritti d'autore: ecco come comportarsi per evitare problemi".
Per questo invitiamo tutte le colleghe
e i colleghi a voler partecipare a questo appuntamento, che si svolgerà presso gli studi televisivi a Comano, nello stabile Mensa, Sala A dalle ore 9.00 alle 13.00.
Lunedì 19 aprile 2010 Mondo WEB
Dalle 9.00 alle 13.00
"Internet e diritti d'autore: ecco come
comportarsi per evitare problemi”
- Dario Jucker avvocato - uno dei principali specialisti in materia attivi in Ticino
- Elio Del Biaggio ingegnere in telecomunicazioni, consulente, pubblicista e responsabile web del Dipartimento educazione cultura e sport
L'assemblea dell'ATG di fronte ai preoccupanti esempi di degrado della qualità dell'informazione che si manifesta attraverso la riduzione degli effettivi nelle redazioni e nelle aziende, la tolleranza verso modi poco professionali di confezionare l'informazione, la diffusione del lavoro precario, ritiene che sia giunto il momento di organizzare una mobilitazione della categoria per sensibilizzare pubblico, lettori e istituzioni sulle conseguenze di questi fenomeni.
L'assemblea dell'ATG esprime solidarietà con le colleghe e i colleghi colpiti dalle misure di riduzione.
Senza giornalisti non si fa informazione, il copia e incolla delle notizie e dei comunicati ne impoverisce la qualità, la reticenza di istituzioni e aziende nel fornire informazioni favorisce silenzi complici. Alcuni esempi recenti: riduzione di cinque posti di lavoro al Corriere del Ticino, una ventina di posti presto cancellati alla RSI, non rispetto continuo delle norme sui diritti d'autore da parte dei portali internet, blocco delle informazioni da parte dei promotori delle terme di Acquarossa, procedimento di blocco supercautelare per una trasmissione di Patti Chiari, nuovo codice di procedura penale che limita il diritto di informazione.
L'assemblea dell'ATG è conscia delle difficoltà finanziarie cui è confrontato il mondo dei media. Ritiene però urgente mobilitare la categoria con ogni metodo possibile e coinvolgere partner e istituzioni in un confronto aperto e franco su questi temi essenziali.
L'ATG si farà dunque promotrice di una serie di azioni pubbliche e aprirà un tavolo di discussione con editori, istituzioni e mondo politico per difendere professionalità e qualità dell'informazione.
Massagno, 27. febbraio 2010
E’ indetta la Terza Edizione del “Premio Giornalistico Gaspare Barbiellini Amidei” (il
“Premio”) riservato a giovani giornalisti professionisti, pubblicisti, praticanti e allievi delle
scuole di giornalismo, nei settori della carta stampata, radio, televisione e nuovi media.
Per il 2010 verranno presi in esame gli articoli giornalistici e i servizi radio televisivi che
abbiano riguardato
“Quando la natura si rivolta: la forza degli elementi, l’ambiente violato, le
scelte per un pianeta migliore”.
Saranno scelti i lavori realizzati su questo argomento da giovani autori che si siano distinti per
originalità, documentazione e approfondimento, riuscendo in particolare a far emergere valori,
aspirazioni, problemi e contraddizioni nel lavoro e nel non lavoro, nello studio e nella ricerca,
nelle comunità e nelle famiglie, nell’impegno sociale, religioso e politico.
Il Premio intende valorizzare il miglior articolo pubblicato su giornali, periodici e web e il
miglior servizio radio-televisivo trasmesso da emittenti locali e nazionali realizzati da due
giornaliste/i under 35 anni che abbiano saputo raccontare l’Italia e l’Europa contemporanee
come appaiono agli occhi di chi è nei primi anni della professione.
Il Premio Giornalistico intitolato alla memoria di Gaspare Barbiellini Amidei è nato nel 2008
sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il patrocinio dell’Ordine Nazionale dei
Giornalisti, dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, della Federazione Nazionale Stampa Italiana,
dell’Associazione Ticinese dei Giornalisti e della Città di Lugano, con l’obiettivo di incoraggiare
un giornalismo libero, innovativo e di qualità.
Febbraio 2010
L’Associazione Ticinese dei Giornalisti (ATG), in collaborazione con Cornèr Banca SA, promuove l’edizione 2009/2010 del Premio di Giornalismo della Svizzera italiana rivolto a tutti i professionisti iscritti al Registro professionale (RP) svizzero ed attivi nel Canton Ticino.
Saranno presi in considerazione gli articoli, le fotografie ed i servizi radiotelevisivi pubblicati o trasmessi nel biennio citato ed inviati alla Segreteria del Premio entro e non oltre il 31 ottobre 2010.
L’assegnazione dei premi si svolgerà, come sempre, durante una cerimonia che si terrà a Lugano nel febbraio 2011 (seguiranno dettagli).
La presidente ATG
Cristina Ferrari
REGOLAMENTO DEL PREMIO GIORNALISTICO DELL’ASSOCIAZIONE TICINESE DEI GIORNALISTI (ATG) – SEZIONE DI IMPRESSUM
L’Associazione Ticinese di Giornalisti attribuisce ogni due anni un Premio giornalistico per ognuna delle seguenti categorie:
- Miglior servizio giornalistico (singolo o serie di articoli)
- Miglior servizio televisivo
- Miglior servizio radiofonico
- Miglior fotografia (sezione cronaca)
- Miglior fotografia (sezione sport)
Il Premio è patrocinato dalla CORNÈR BANCA SA di Lugano e consiste in un assegno di 3'000 franchi per ogni categoria. Nel caso delle categorie “fotografia” l’assegno è diviso per due.
1. Il concorso è riservato a servizi giornalistici pubblicati su mezzi di comunicazione della Svizzera italiana.
2. I candidati devono essere iscritti al Registro Professionale.
3. Tutti i servizi dovranno essere pubblicati nel biennio in cui viene indetto il concorso.
4. Le candidature (tre copie per gli articoli, due copie per i lavori fotografici, televisivi e radiofonici) dovranno essere inviate al Segretariato del Premio all’indirizzo seguente: ATG, Associazione ticinese dei giornalisti Sezione di Impressum, Via San Gottardo 65, 6900 Massagno.
Non è prevista alcuna tassa di iscrizione. I servizi dovranno essere corredati da una breve biografia dell’autore/degli autori, dall’indicazione del mezzo di comunicazione e dalla data in cui sono stati pubblicati e da tutto il materiale che, in seguito alla pubblicazione, ne ha messo in discussione in modo significativo l’accuratezza e la completezza, come lettere dei lettori pubblicate, rettifiche, correzioni o risposte della testata.
5. I premi saranno attribuiti secondo l’insindacabile giudizio della giuria.
6. Il materiale inviato alla giuria non verrà restituito e sarà conservato negli archivi del Premio.
7. I membri del Comitato dell’ATG non possono partecipare al concorso.
Per valutare la qualità dei lavori giornalistici la giuria prenderà in considerazione criteri quali il servizio reso al pubblico, lo sforzo di ricerca della verità, il lavoro d’inchiesta, la tempestività nel dare una notizia, l’accuratezza nell’approfondimento, la capacità di esporre al pubblico un soggetto o un tema particolarmente complesso o rilevante, l’originalità, il peso critico, il valore stilistico
gennaio 2010
Comunicato stampa congiunto Comedia e Impressum ATG
In quanto sindacato dei media e associazione dei giornalisti esprimiamo solidarietà con il colleghi e le colleghe della radio e televisione della Svizzera italiana. Solidarietà per coloro che sono toccati direttamente dai provvedimenti, senza però dimenticare tutti coloro che non fanno parte dei 16 in esubero ma che hanno collaborazioni regolari con la RSI. Tra questi non vi sono solo colleghi e colleghe giornalisti bensì anche tecnici. Per questo ci sembra riduttivo parlare di esubero di 16 posti. Di fatto le decisioni prese dalla dirigenza toccheranno direttamente e indirettamente molte più persone.
Come associazioni di categoria non possiamo evitare di esprimere alcune perplessità alle quali vorremmo venisse data una risposta :
- come mai anche responsabili come il direttore della radio dicono di essere venuti a conoscenza della decisione meno di 24 ore prima dell’annuncio ai dipendenti?
- Se le cifre rosse sono state scoperte solo l’11 settembre, non si è proceduto a delle decisioni così importanti troppo frettolosamente (3 giorni)?
- Sono state consultate le associazioni di categoria?
- Se, come detto, anche gli ultimi due anni si sono chiusi in perdita, come mai si è proceduto proprio di recente ad un lifting grafico? E quanto è costato?
- Si è proceduto, ad esempio, alla valutazione di una limatura degli stipendi dei quadri e/o degli stipendi che superano i fr. 10'000 al mese?
Come comedia e impressum chiediamo dunque che la RSI faccia esercizio di maggiore trasparenza sui processi decisionali e sulle assunzioni. Chiediamo inoltre che, sentiti i rappresentanti sindacali, si scelga un rappresentante da inserire nel gruppo di lavoro che dovrà decidere delle sorti dei/delle dipendenti toccate dalle varie misure.
Lugano, 16 settembre 2009
Comedia Ticino Impressum Settore Press ATG
La segretaria regionale: La presidentessa:
lic. iur B. Bassi C. Ferrari
Lanciare un messaggio in piena crisi, è la sfida che vogliono intraprendere due grandi associazioni professionali dei giornalisti, impressum e il Sindacato svizzero dei mass media (SSM)
Apparirà ad un ritmo bimestrale, EDITO - Rivista dei media svizzeri è pubblicato in due versioni, francese e tedesca.
Conta due redazioni autonome e una tiratura di 12 mila copie. Bifronte, la responsabilità di redazione si compone di due giornalisti armati di numerosi anni d'esperienza: Christian Campiche, per l'edizione francese, e Philipp Cueni, per quella tedesca. "Partiamo dal principio che quelle dei calzolai sono spesso le scarpe più mal ridotte – spiega Campiche nel suo editoriale. – Edito vuole porsi quale trait d'union all'interno di una professione, quella dei giornalisti, che sta vivendo un periodo di totale evoluzione. I colleghi che provengono dalla carta stampata o dagli audiovisivi soffrono oggi di una grave perdita di immagine, conoscendosi peraltro poco. Una professione ancora vittima di molti tabù".
EDITO si pone dunque l'obiettivo di valorizzare gli aspetti più nobili della professione, dalle inchieste ai reportage. Vuole essere un ponte inoltre fra le regioni: il sud delle Alpi avrà in questo senso il suo spazio nella rivista. Tema del primo numero il delicato aspetto legato ala cosiddetta convergenza fra media: il caso di Timedia, l'evoluzione della RSI e la collaborazione nata fra laRegione Ticino e Radio Fiume Ticino.
EDITO sarà inviato d'ufficio a tutti i soci di impressum e di SSM.
L'abbonamento è di 60 franchi (www.edito-online.ch).
Informazioni: Christian Campiche, 079 670 62 64 (redaction@edito-online.ch)
L'associazione dei giornalisti svizzeri impressum ha appreso con stupore e apprensione l'annuncio del raggruppamento delle attività svizzere di Edipresse e di Tamedia. La principale federazione di giornalisti in Svizzera ha espresso timori per la pluralità della stampa e per i posti di lavoro, in particolare nella Svizzera romanda, dove è prevista la fusione pura e semplice dei due quotidiani gratuiti Matin, Bleu e 20 Minutes.
impressum è in attesa di spiegazioni complementari dopo l'annuncio, martedì mattina, del raggruppamento delle attività svizzere di Edipresse e di Tamedia. Essendo i due gruppi attivi su mercati diversi (Edipresse nella Svizzera romanda e Tamedia nella Svizzera tedesca) im*press*um non riesce per il momento a intravedere quali sinergie potrebbero scaturire da un simile connubio, se non quella di acquisire la massa critica a livello finanziario per far fronte alla concorrenza internazionale.
impressum ha espresso preoccupazioni per il matrimonio tra due culture aziendali fondamentalmente diverse: i rapporti di lavoro presso Edipresse sono regolati da una convenzione collettiva di lavoro (CCL) e da un accordo interno tra le redazioni (AIR), mentre Tamedia si è finora ostinatamente rifiutata di sottoscrivere qualsiasi accordo convenzionale. impressum si augura che la posizione di Edipresse possa essere presa ad esempio, per quanto attiene le relazioni con gli impiegati, dal nuovo gigante nazionale della stampa, generato dall'imminente fusione dei due gruppi, quello romando e quello svizzero-tedesco. La collaborazione armoniosa tra la direzione del gruppo e le diverse redazioni potrà essere garantita unicamente adottando una CCL. A questo proposito impressum ricorda che, entrando nel Consiglio svizzero della stampa, gli editori svizzero-tedeschi hanno riconosciuto il principio del partenariato sociale basato su una CCL.
impressum esprime una particolare preoccupazione per la sorte dei collaboratori dei due gruppi editoriali, soprattutto nella Svizzera romanda, dove a breve scadenza è prevista la fusione pura e semplice dei due quotidiani gratuiti Matin Bleu e 20 Minutes. Alle direzioni di entrambi i gruppi impressum ricorda i diritti di partecipazione derivanti dalla Legge federale sull'informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese, della Dichiarazione dei doveri e dei diritti dei giornalisti e, per quanto concerne Edipresse, della CCL firmata tra impressum e PRESSE SUISSE. impressum auspica quanto prima un incontro con le direzioni dei due gruppi editoriali, affinché vengano precisati gli obiettivi a breve, medio e lungo termine e soprattutto le possibili conseguenze in termini d'impiego derivanti da questa convergenza.
Per ulteriori domande:
Urs Thalmann, impressum, 026 347 15 00 oppure 076 420 26 56
È stata accolta con disapprovazione e apprensione la notizia di licenziamenti in casa Ringier. L’associazione dei giornalisti svizzeri Impressum in una nota stampa deplora il fatto.
La preoccupazione è per i collaboratori licenziati, che con tutta la loro forza e professionalità hanno contribuito alla crescita dei prodotti Ringier, ed ora senza colpa alcuna si trovano sulla strada. In un momento peraltro particolarmente difficile, di crisi economica internazionale. In questo senso diventa molto difficile per loro trovare un nuovo e adeguato collocamento nel campo dei mass media. Apprensione che si evidenzia anche per la qualità dei prodotti mediatici, che non fa che diminuire e perdere importanza con lo smantellamento continuo di posti di lavoro.
I collaboratori di Ringier da parte loro giudicano questi licenziamenti incomprensibili, in particolare perché non causati da un bisogno economico evidente. L’industria mediatica di successo più grande in Svizzera potrebbe chiudere, infatti, i conti dell’anno 2008 con un eccesso del 10%. Difatti vengono annunciati ulteriori acquisti di portali online.
Secondo Impressum, la spiegazione per questa decisione sta nel fatto che anche Ringier usa quale pretesto la diminuzione provvisoria delle entrate inserzionistiche alfine di ridurre il personale senza contraccolpi oppure per sceglierne di nuovo. Il cosiddetto programma per migliorare l’efficienza dei mass media pesa oggi solamente sulle spalle dei collaboratori – e quindi anche su quelle dei lettori - perché redazioni ridotte non fanno altro che portare ad una minore qualità giornalistica.
Impressum, l’associazione dei lavoratori nei media più grande in Svizzera chiede per questo alla Direzione della Ringier di informare con maggior chiarezza su ogni eventuale riduzione del personale, di cercare soluzioni adeguate in collaborazione con le commissioni del personale e le associazioni di categoria (per es. riduzioni volontarie di salario, pre-pensionamenti, riduzioni del tempo di lavoro, ecc.) e in caso di bisogno di mettere a disposizione un piano sociale generoso. Tutto ciò – tenendo conto delle buone risorse finanziarie dell’impresa – porterebbe a un
massiccio miglioramento rispetto ai piani sociali precedenti.
Per ulteriori informazioni:
Salva Leutenegger, segretaria centrale, cell. 079 631 99 50
impressum partecipa alla giornata d’azione: « Stand up for Journalism » attraverso la distribuzione delle cartoline contro l’abuso nel settore dei diritti d’autore.
impressum chiede alle società che operano nei settori dei media, di rispettare i diritti d’autore dei collaboratori e di remunerare correttamente l’acquisto dei diritti di utilizzazione delle loro opere.
Giuridicamente i giornalisti e i fotografi sono i detentori di tutti i diritti d’autore delle proprie opere. Possono cederli attraverso un contratto, cioè la cessione del diritto di riproduzione dietro compenso.
Sempre più spesso le aziende e gli editori cercano di incassare i diritti che appartengono agli autori, attraverso contratti quadro, che prevedono la rinuncia da parte dei collaboratori di tutti i loro diritti d’autore (ulteriori utilizzazioni, ripubblicazione, uso su internet, ecc.), pretendendo che questi siano coperti dal pagamento per la prima pubblicazione.
Il non pagamento dei diritti d’autore – che di fatto vengono così confiscati – è un danno grave soprattutto per i giornalisti indipendenti (freelance), già confrontati a una situazione salariale precaria.
La forza contrattuale dei freelance è ridotta e, se dovessero opporsi a questa pratica, rischiano di vedersi stralciare dalla lista dei collaboratori del giornale o dell’azienda.
impressum chiede dunque alle aziende del settore dei media di rispettare i diritti d’autore dei collaboratori e di pagare correttamente l’acquisizione dei diritti di utilizzazione delle loro opere.
Per ulteriori informazioni:
Salva Leutenegger, segretaria centrale, cellulare : 079 631 99 50
Urs Thalmann, direttore, cellulare : 076 420 26 56
La vignetta di Nico può essere riprodotta (con l’autorizzazione di impressum)
impressum deluso dai tentennamenti del Consiglio federale
impressum, la principale associazione svizzera di giornalisti, è deluso dalla presa di posizione del Consiglio federale, resa nota oggi, in merito alla mozione Jo Lang volta all’abrogazione dell’articolo 293 del Codice penale che punisce la pubblicazione dei dibattiti officiali segreti. Questo impedimento alla libertà di stampa si addice ben poco ad un paese che ama presentarsi come un modello di democrazia. Esso è testimone di un timore alquanto deludente che regna a Palazzo federale.
L’articolo 293 del Codice penale svizzero punisce, con l’arresto o la multa, chi pubblica informazioni estratte da documenti ufficiali “dichiarati segreti in virtù di una legge o di una decisione presa dall’autorità nei limiti della propria competenza”. Ciò significa che, nel caso in cui trapelino indiscrezioni da parte di uffici amministrativi – come è necessario al fine di smascherare situazioni inaccettabili – sono i giornalisti ad essere puniti, nella misura in cui essi sono reperibili attraverso le loro pubblicazioni, mentre l’identità dei loro informatori resta, per lo più, segreta.
Questo articolo del codice penale sottopone i giornalisti a un rischio permanente. Essi non potrebbero, infatti, svolgere il loro ruolo di “cani da guardia della democrazia”, qualora dovessero accertarsi, per ogni documento dichiarato “segreto”, se il timbro è stato effettivamente apposto da un’autorità “nei limiti della propria competenza”. Un accertamento di questo tipo richiede tempo, e la notizia perde attualità.
Per la protezione di veri e propri segreti di Stato o segreti militari, l’articolo 293 CP non si dimostra affatto necessario, come aveva del resto spiegato nel 1996 lo stesso Consiglio federale: “(…) nel caso di veri segreti di Stato e segreti militari (…) il diritto in vigore prevede in ogni caso, indipendentemente dall’articolo 293 CP, una duplice protezione.” (Messaggio sulla modifica del CP e del CPM del 17 giugno 1996 in favore all’abrogazione dell’articolo 293 CP). In questo senso, impressum non capisce come mai il Consiglio federale, anziché dichiararsi a favore dell’abolizione della norma penale, ne voglia semplicemente una revisione.
Invece di attenersi per forza ad una vecchia usanza che inibisce la democrazia (così Arnold Koller, già Presidente della Confederazione), sarebbe opportuno difendere la libertà di opinione, ad esempio facendo in modo che le forze della polizia intervengano contro gli impedimenti incontrati dai giornalisti (si veda il comunicato stampa di impressum del 6 maggio 2008, http://www.impressum.ch/impressum/de/service/Presse.html).
Ulteriori informazioni: Urs Thalmann, 076 420 26 56
6 marzo 2008
Il Consiglio di Stato ha completato oggi il Gruppo operativo istituito lo scorso 12 febbraio per coordinare gli interventi ed elaborare strategie e misure per far fronte alla violenza giovanile nel Cantone.
D'accordo cin i membri già designati (il pp Antonio Perugini, il professor Franco Lazzarotto, Marco Galli per l’Ufficio giovani e famiglie, il tenente Pierluigi Vaerini per la Polizia cantonale ed il Magistrato dei minorenni Reto Medici) e sulla base delle proposte formulate da Comuni, da enti e da associazioni, il Consiglio di Stato ha designato i seguenti ulteriori membri: Ivano Beltraminelli (Comandante della polizia comunale di Bellinzona), il dottor Myriam Caranzano (Presidente del Forum per la promozione della salute nella scuola); Claudio Chiapparino (Direttore del Dicastero Giovani ed Eventi della Città di Lugano); Luca Guastalla (studente presso il liceo di Mendrisio); Stefano Lappe (studente presso il Collegio Papio di Ascona); Sabrina Melchionda (giornalista in rappresentanza dell’Associazione ticinese dei giornalisti) ed Andrea Ronchetti (Comandante della polizia comunale di Locarno).
Dal 7 febbraio e fino al 30 aprile sono aperte le iscrizioni alla Prima Edizione del Premio
Giornalistico Gaspare Barbiellini Amidei, dedicato alla memoria e all’impegno del grande
giornalista scomparso il 12 luglio 2007, con l’obiettivo di incoraggiare un giornalismo libero,
innovativo e di qualità.
Il Premio, promosso da familiari e amici di Gaspare Barbiellini Amidei, sotto l’Alto Patronato del
Presidente della Repubblica, patrocinato dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti, dalla FNSI,
dall’Associazione Ticinese dei Giornalisti e dalla Città di Lugano, è rivolto ai giovani giornalisti
sotto i 35 anni che abbiano saputo raccontare l’Italia contemporanea, anche in una prospettiva
internazionale, con gli occhi di chi si affaccia alla professione.
Per ogni edizione del Premio il Comitato Promotore indicherà un tema tra quelli che più sono stati al
centro dell’attenzione dei media. Per il 2008 il Premio è rivolto ai servizi giornalistici pubblicati o
trasmessi su testate italiane e della Svizzera italiana tra il 1° gennaio 2007 e il 30 aprile
2008, che abbiano riguardato:
“L’Italia tra immigrazione e paura: storie di violenza, sfruttamento, razzismo, solidarietà
e integrazione”.
Per i candidati che hanno pubblicato su testate in lingua italiana della Confederazione Elvetica sono
ammessi anche lavori che trattano i temi del bando in relazione al loro territorio nazionale.
La Giuria, composta da giornalisti e professionisti dei media, valuterà:
- il miglior articolo pubblicato su quotidiani, periodici e web;
- il miglior servizio radio-televisivo trasmesso da emittenti locali e nazionali.
Della Giuria fanno parte: Bachisio Bandinu (professore universitario), Arrigo Benedetti (regista),
Ulderico Bernardi (professore universitario), Alberto Brandani (Premio letterario Isola d’Elba), Ed
Brunetti (SkyTG24), Francesco Carrassi (La Nazione), Francesca Romana Ceci (Giornale Radio RAI),
Michele Fazioli (RTSI), Attilio Giordano (La Repubblica-Il Venerdì), Francesco Guidara (Class CNBC),
Alfredo Macchi (TG4), Claudio Magris (scrittore), Terry Marocco (Panorama), Ivo Mej (TG La7),
Massimo Nava (Corriere della Sera), Antonio Patuelli (Libro Aperto), Tullio Pericoli (pittore),
Emanuele Pirella (pubblicitario), Andrea Riccardi (Comunità di S. Egidio), Gianni Riotta (TG1), Carlo
Verdelli (La Gazzetta dello Sport), Andrea Vianello (RAI Tre).
Innovative le modalità di partecipazione al Premio, interamente on line attraverso il
sito www.barbielliniamidei.it
La cerimonia di consegna del Premio si svolgerà all’Isola d’Elba, tra luglio e agosto 2008, in
collaborazione con il Premio letterario Isola d’Elba - Raffaello Brignetti, il Comune di Marciana e
l’APT dell'Arcipelago toscano.
Cari colleghi,
come da decisione presa nell'ultima assemblea, procediamo al cambio di ritmo delle nostre riunioni per permettere di aggiornare la contabilità nel periodo gennaio – dicembre.
Ecco dunque perché necessita indire questa assemblea a pochi mesi dall'ultima.
D'ora in poi le assemblee ordinarie avranno luogo entro i primi tre mesi dell'anno.
Ordine del giorno:
1. Apertura e saluto
2. Nomina scrutatori
3. Approvazione verbale ultima assemblea (allegato)
4. Relazione presidenziale
5. Discussione generale
6. Impressum (ristrutturazione, congresso 2008 in Ticino)
7. Premio ATG. Proposta nuove norme
8. Corsi di giornalismo 2008-2009
9. Rapporto Cassiere
10. Nomine di Comitato. Sub ingresso a Simonetta Caratti (Il comitato è stato rinnovato fino al termine del 2008). I revisori dei conti sono nominati per il biennio 2008-2009.
11. Eventuali
Cordiali saluti,
Maurizio Canetta, presidente
Emida Caspani, segretaria amministrativa
Oggi mercoledì 30 gennaio 2008 si è riunita la neocostituita Commissione dell’Associazione Corsi di giornalismo della Svizzera italiana. Eletto in veste di presidente, in sostituzione del dimissionario Maurizio Corti, Fabrizio Ceppi collega della radiotelevisione della Svizzera italiana.
Nuovo direttore dei Corsi di giornalismo, al posto del direttore Dino Balestra, è stato nominato Eugenio Jelmini, responsabile aggiunto per l’informazione alla RTSI, che già da diversi anni siede in commissione come rappresentante degli editori.
La scelta vuole iscriversi nell’ottica della continuità visto il successo e l’apprezzamento espresso, in particolare dai corsisti, per il programma e l’organizzazione della scorsa edizione.
La Commissione ha così ripreso in mano il lavoro affinché in autunno possa partire una nuova edizione di corsi.
La Commissione, Lugano, 30 gennaio 2008
L’Associazione Ticinese dei Giornalisti (sezione cantonale di Impressum) esprime solidarietà ai giornalisti della RTSI, alla luce del duro e immotivato attacco sul portale Ticinonews da parte del neo membro del Consiglio di amministrazione della CORSI e sindaco di Lugano, Giorgio Giudici. Per l’ATG la dichiarazione, secondo la quale in RTSI “C’è troppa presenza di logica di sinistra. Lo si sente nei commenti, nelle valutazioni e negli apprezzamenti” è inaccettabile. Le considerazioni di Giudici appaiono come un modo per attirare l’attenzione dei media a scopo politico, considerato che sostiene di non essere un grande telespettatore e di non ascoltare la RSI. Insomma, Giudici critica l’operato dei giornalisti della RTSI, ma non ne conosce i contenuti.
L’ATG auspica che in futuro eventuali critiche alla categoria siano motivate e sostenute da fatti concreti, sui quali ci si possa confrontare, come dovrebbe avvenire nei sistemi democratici basati sul pluralismo. L’ATG auspica, pertanto, che la categoria dei giornalisti non venga strumentalizzata a fini politici.
ll giornalista Luca Banfi è stato designato collaboratore di staff presso la direzione del DECS. Assumerà la carica dal 1° marzo 2008 mentre il signor Vincenzo Nembrini - che a fine anno lascerà la direzione della Divisione della formazione professionale - estenderà la sua funzione di collaboratore di staff della direzione del DECS dall'attuale 30% al 100% a partire dal 1. gennaio 2008. Luca Banfi è attualmente giornalista al Corriere del Ticino dove si occupa delle pagine cantonali. Banfi per molti anni è stato vicepresidente dell'ATG.
07 dicembre 2007
Alfonso Tuor giornalista ticinese dell'anno
La rivista „Der Schweizer Journalist“ ha premiato i tre migliori giornalisti dell’anno 2007 per il Ticino. Il primo premio va ad Alfonso Tuor, vicedirettore del “Corriere del Ticino” e capo della redazione economica. La giuria riconosce la profondità dei suoi commenti e delle sue analisi, in particolare come responsabile del supplemento “I nuovi strumenti finanziari alla prova dell’attuale crisi” (CdT, 4 ottobre 2007).
Il secondo posto va a Lorenzo Mammone, giornalista televisiva TSI del magazine “Falò”, per la sua grande capacità di condurre interviste: ben preparato, cordiale nella forma, sempre professionalmente pungente.
Il terzo posto va a Lucia Mottini, capo esteri alla radio RSI, in particolare per i suoi contributi e reportages sulla realtà africana, ma anche sulla vita degli africani in Svizzera.
La giuria:
Enrico Morresi, Massagno, giornalista, Presidente della Fondazione del Consiglio Svizzero della Stampa
Marco Blaser, Lugano, gia direttore RTSI
Monica Piffaretti, Bellinzona, già direttrice "La Regione"
Carlo Silini, Lugano, Corriere del Ticino, "Giornalista dell’anno 2005" in Ticino
Gerhard Lob, Locarno, giornalista freelance e corrispondente
07 dicembre 2007
Concessioni radio-tv
L´Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) ha ricevuto 75 candidature per le 54 concessioni messe a concorso a fine agosto per l´emittenza regionale, 41 per programmi radiofonici e 13 per programmi televisivi. Le domande saranno pubblicate al momento dell´avvio della consultazione pubblica, probabilmente entro fine anno, precisa oggi l´UFCOM.
Le 20 concessioni radiofoniche commerciali con mandato di prestazioni hanno suscitato l´interesse di 30 i candidati. Per le 21 concessioni radiofoniche con mandato di prestazioni e partecipazione al canone, i candidati sono invece 24. Sono 21 i dossier per le concessioni per l´emittenza di 13 programmi televisivi regionali.
Il Dipartimento federale dell´ambiente, dei trasporti, dell´energia e delle comunicazioni (DATEC) rilascerà le concessioni probabilmente a partire dalla primavera del 2008. (ATS)
Assemblea annuale ATG
appuntamento sabato 15 settembre (ore 9.30-12.00) , all'hotel Colorado, a Lugano.
Sabato, 15 settembre 2007, ore 09.30
Hotel Colorado – Lugano Loreto
Ordine del giorno:
1. Apertura e saluto
2. Nomina scrutatori
3. Approvazione verbale ultima assemblea (allegato)
4. Relazione presidenziale
5. Discussione generale
6. Corsi di giornalismo
7. Proposta di discussione sull’introduzione di alcune direttive per l’adesione all’ATG, in appoggio allo statuto e alle normative Impressum (allegati)
8. Proposta di modifica data assemblea (da tenersi nei primi tre mesi dell’anno)
9. Premio ATG
10. Rapporto cassiere
11. Rapporto revisori dei conti
12. Nomine di Comitato. Subingresso a Gianni Gaggini (il comitato è già stato rinnovato fino al termine del 2008)
13. Nomina dei revisori dei conti per il biennio 2008-2009
14. Eventuali
Allegati:
· al pto. 3. Verbale assemblea del 10.6.06
· al pto. 7 – Proposta dei criteri di ammissione ATG – Criteri RP Impressum – Dichiarazione dei doveri e dei diritti del giornalista
Seminario "L'indipendenza dei giornalisti nella morsa dell'economia?"
Venerdì 14 settembre a Berna (Hotel Bern) si terrà il seminario sul tema: "L'indipendenza dei giornalisti nella morsa dell'economia? (L'indipendence des journalistes dans l'etau de l'économie?)". Il seminario prenderà avvio alle 9.45 e terminerà alle 16.15. Gli interessati a partecipare sono pregati di prendere contato con il segretariato centrale di Impressum.
ATS, 19 aprile 2007
L´ex consigliere agli Stati liberale-radicale Franco Masoni ha perso definitivamente la causa contro il Tages-Anzeiger per una presunta lesione della propria personalità. Il Tribunale federale ha infatti respinto il suo ricorso.
Il centro della discordia vi erano due articoli pubblicati dal quotidiano zurighese nel febbraio del 1995 e nel gennaio del 1996 in relazione a un litigio ereditario legato alla morte del milionario Ferdinando Pica-Alfieri. Il primo testo è stato pubblicato con il titolo "Masoni non mollò il ricco marchese", mentre il secondo è stato intitolato "Franco Masoni scacciò una ricchissima contribuente".
La questione era venuta alla luce dopo una serie di articoli dei giornali ticinesi - Giornale del Popolo in primis - poco prima delle elezioni cantonali del 1995. Franco Masoni ai tempi era consulente e avvocato del marchese milanese Ferdinando Pica-Alfieri, nel frattempo scomparso, e secondo la stampa avrebbe influenzato il suo cliente malato di Alzheimer durante la stesura del testamento che ammontava a 30 milioni di franchi.
Già nel dicembre del 2005 il Tribunale d´appello del Canton Ticino aveva respinto il ricorso di Franco Masoni in merito agli articoli del Tages-Anzeiger. Le motivazioni che il 13 aprile hanno spinto il Tribunale federale a confermare la sentenza non sono ancora state rese pubbliche. (Sentenza 5C.37/2006 del 13.04.2007)
Violazione di segreti militari
I tre giornalisti del "SonntagsBlick" che pubblicarono una fax egiziano intercettato dagli 007 elvetici nel quale si riferiva delle prigioni della Cia in Europa non sono colpevoli di violazione di segreti militari. Lo ha stabilito il tribunale militare 6 di San Gallo. L´uditore dell´esercito - rappresentante dell´accusa - aveva chiesto pene pecuniarie per un totale di circa 75 mila franchi sospese per un periodo di prova di due anni. L´avvocato della difesa si è battuto per l´assoluzione. La sentenza può essere impugnata entro cinque giorni presso il Tribunale militare di appello 2.
L´accusa aveva domandato per l´ex caporedattore del "SonntagBlick" una pena di 90 aliquote giornaliere a 440 franchi nonché una multa di seimila franchi - in totale 45 600 franchi. Per gli altri due giornalisti l´uditore ha chiesto 60 aliquote giornaliere a testa a 210 franchi e duemila franchi di multa cadauno - 14 660 franchi a testa. I tre rischiavano fino a cinque anni di prigione.
Poco prima che incominciasse il processo, i giornalisti avevano annunciato ricorso - fino alla Corte internazionale dei diritti umani di Strasburgo se necessario - in caso di condanna. Per uno degli accusati, il tribunale aveva l´occasione di evitare una "farsa".
Diverse voci si sono levate nelle ultime settimane contro questo processo. ´Reporter senza frontiere´ aveva chiesto ai consiglieri federali Christoph Blocher e Samuel Schmid di ritirare le denunce contro i tre collaboratori del "SonntagsBlick". Il sindacato Comedia, il Gruppo per una Svizzera senza esercito e i Giovani socialisti hanno inscenato oggi una piccola manifestazione davanti all´edificio che ha ospitato i dibattimenti domandando l´abolizione della giustizia militare.
In una prima reazione al proscioglimento, Comedia ha qualificato la sentenza come "vittoria di tappa per la libertà di stampa che pone fine a una lunga serie di condanne nei confronti di giornalisti critici nei confronti del Dipartimento della difesa e dell´esercito". Per Comedia non sono i giornalisti che vanno condannati, ma le persone che tentano di nascondere simili fatti. Per il sindacato i diritti umani vanno posti al di sopra degli interessi dello Stato.
Da parte sua l´attuale capo redattore del "SonntagsBlick" Marc Walder si è detto sollevato per il verdetto. Ciò nonostante il giornale continua a non accettare la competenza della giustizia grigioverde.
La vicenda ha preso avvio l´8 gennaio 2006, quando il domenicale zurighese ha pubblicato un documento classificato "segreto" dei servizi segreti elvetici su un fax delle autorità egiziane intercettato dai servizi svizzeri. Il testo faceva riferimento al trasferimento da parte della CIA di 23 detenuti iracheni e afghani verso prigioni clandestine americane in Romania per essere interrogati. Parlava inoltre di centri simili in Ucraina, Kosovo, Macedonia e Bulgaria.
L´uditore capo ha sostenuto che con il loro agire, Sandro Brotz e Beat Jost, nonché il loro ex capo Christoph Grenacher, hanno indebolito i servizi di informazione elvetici e la sicurezza del Paese. La pubblicazione del fax egiziano avrebbe interrotto o intralciato lo scambio di informazioni tra i nostri agenti e i servizi di informazione esteri. Di colpo, "la missione essenziale di parti dell´esercito è messa in pericolo; ciò impedirebbe di reagire in maniera appropriata a minacce diffuse come il terrorismo o la criminalità organizzata".
Per la difesa, la pubblicazione del fax egiziano non ha nulla a che vedere con l´esercito svizzero o la Svizzera, ma con la politica mondiale. "Com´è possibile quindi che la pubblicazione di un simile documento possa mettere in pericolo la missione dell´esercito o il paese?", si è chiesto il legale. Non sono stati pubblicati i piani di un bunker o di un rifugio. A detta della difesa non è quindi stato divulgato alcun segreto vitale.
"La pubblicazione del fax non ha fatto che confermare - secondo la difesa - ciò che tutti supponevano, ma senza avere le prove. "Quanto al codice di identificazione e alla combinazione di parole contenute nel facsimile del fax egiziano - ha sostenuto l´avvocato - si tratta di elementi che non dicono nulla". Per il legale non vi è stata quindi alcuna messa in pericolo né diretta né indiretta della difesa nazionale.
Interrogati dai giudici, i tre giornalisti non hanno riconosciuto la legittimità della Corte presieduta dal colonnello Hans Rudolf Arta. Essi hanno sostenuto che fosse loro dovere pubblicare il fax, aggiungendo inoltre che la difesa dei diritti umani e il dovere d´informazione prevalgono sul segreto di stato. Alle domande del presidente della corte hanno risposto rinviando agli atti dell´inchiesta oppure con un "no comment".
"In qualità di giornalista civile non devo rendere conto all´esercito, bensì all´opinione pubblica", ha dichiarato Beat Jost. A suo avviso, a dover essere giudicati "sono coloro che sapevano che aerei americani con a bordo prigionieri sorvolavano la Svizzera, facendovi anche scalo". Ma essi hanno "taciuto", se non addirittura "autorizzato" tali pratiche. Per Jost, la giustizia militare è a caccia di capri espiatori. Per Sandro Brotz, l´intero processo non avrebbe mai dovuto incominciare. "È una vicenda kafkiana", ha aggiunto.
Oltre ai tre giornalisti, la corte ha sentito anche due testimoni dell´accusa che lavorano per i servizi di informazione. Per questo motivo il pubblico è stato allontanato dall´aula.
Altri processi in vista?
La sentenza di assoluzione per i giornalisti non dovrebbe porre fine alla vicenda. In effetti il giudice d´istruzione ha chiuso l´inchiesta riguardante funzionari della Confederazione sospettati di aver trasmesso il fax ai collaboratori del domenicale. Stando al responsabile per i media della giustizia militare Martin Immenhauser, diverse persone sono nel mirino della giustizia.
Tuttavia bisognerà aspettare fino all´estate per sapere se l´uditore militare promuoverà o meno l´accusa. Tra gli accusati vi sarebbero l´ex capo della comunicazione del Dipartimento militare della difesa nonché il portavoce del Servizio di informazione strategico.
(Ats, 17 aprile 2007)
Gli stipendi non sono progrediti negli ultimi due anni
BERNA, 24 gen (ats) I giornalisti in Svizzera guadagnano in media al mese 7200 franchi lordi. Le migliori retribuzioni si registrano nei cantoni di Zurigo (7640 franchi) e di Basilea-Città (7430 franchi). I più bassi salari risultano quelli del Ticino (6190 franchi). È quanto evidenzia uno studio pubblicato oggi dai sindacati comedia, impressum, dall´Associazione svizzera dei giornalisti specializzati (AGS), dal sindacato dei mass media e dall´Unione sindacale svizzera (USS).
Lo studio mostra inoltre che gli stipendi dei giornalisti negli ultimi due anni non sono progrediti allo stesso ritmo della ripresa congiunturale. Dal 2004, le retribuzioni del 35 % dei giornalisti hanno subito un arresto, quelle dell´8 % persino una flessione, sottolinea lo studio. Particolarmente negativa risulta l´evoluzione dei salari dei giornalisti liberi professionisti (freelance). Questa "preoccupante tendenza" sembra essere strettamente collegata alla rescissione, nel 2004, del contratto collettivo di lavoro (CCL) in Svizzera tedesca e in Ticino.
L´analisi rileva in particolare che nell´ambito del giornalismo, l´esperienza professionale continua ad aver un peso maggiore rispetto all´istruzione: i giornalisti che hanno dieci anni di esperienza guadagnano un terzo in più rispetto ai loro colleghi con due anni di attività. La differenza di salario tra professionisti con diploma universitario e giornalisti che hanno seguito una formazione professionale è dell´8 %.
Nuovo contratto collettivo di lavoro
I giornalisti romandi beneficiano di un nuovo contratto collettivo di lavoro. L'accordo negoziato con Impressum è stato approvato oggi dall'associazione degli editori Presse Suisse. Il CCL entra in vigore dal 1. gennaio 2007 per la durata di quattro anni.
Riuniti in assemblea generale a Losanna, gli editori romandi hanno votato all´unanimità a favore del nuovo accordo, indica la presidente dell´associazione Valérie Boagno. Il testo era già stato ratificato da Impressum in dicembre. Nella Svizzera tedesca e in Ticino, i giornalisti sono senza CCL dal 2004.
ATS, 19 gennaio 2007
Nel 2006, sono stati uccisi in 21 paesi del mondo almeno 81 giornalisti e 32 collaboratori dei media. Inoltre, almeno 871 giornalisti sono stati fermati, 1472 aggrediti o minacciati, 912 media censurati e 56 sono stati rapiti, soprattutto in Iraq e nella striscia di Gaza. Sono i dati del rapporto 2006 sulla libertà di stampa di ´Reporters sans Frontieres´, un anno infausto che trova un solo precedente, quello del 1994 quando furono assassinati 103 giornalisti.
Per il quarto anno consecutivo, l´Iraq resta il paese più pericoloso al mondo per i professionisti dei media: 64 giornalisti e collaboratori sono morti nel paese durante il 2006. In totale, dall´inizio della guerra, 139 giornalisti sono stati uccisi in Iraq, ossia più del doppio di quelli uccisi durante i venti anni della guerra in Vietnam (63 tra il 1955 e il 1975). Nel 90% dei casi, scrive Rsf, le vittime sono dei giornalisti iracheni. Le indagini per ritrovare i colpevoli, denuncia l´associazione, sono rarissime, incomplete e, in generale, inefficaci.
Al secondo posto nella lista degli Stati più pericolosi, il Messico, diventato il paese più violento del continente americano, davanti alla Colombia. Nel 2006, 9 giornalisti sono stati uccisi mentre indagavano sul narcotraffico locale oppure sullo sviluppo dei violenti movimenti sociali in corso nel Paese.
Sono oltre 1.400 i casi di aggressioni e intimidazioni registrati da Reporters sans frontieres, atti di violenza che sono stati, il più delle volte, il corollario delle campagne elettorali svoltesi in alcuni paesi.
Il numero dei casi di censura è invece leggermente diminuito: 912 nel 2006 contro i 1006 dell´anno precedente. Quest´anno, il maggior numero di casi di censura è stato registrato in Tailandia. La Rete Internet è rigorosamente controllata in numerosi paesi del mondo. Reporters sans frontieres ha diffuso, nel mese di novembre 2006, la lista dei 13 nemici di Internet: Arabia Saudita, Bielorussia, Birmania, Cina, Corea del Nord, Cuba, Egitto, Iran, Uzbekistan, Siria, Tunisia, Turkmenistan, Vietnam.
Almeno 871 giornalisti sono stati arrestati nel 2006 e per la prima volta, Reporters sans frontieres ha registrato, in modo esatto, il numero di giornalisti rapiti nel mondo: almeno 56 nel 2006 in una decina di paesi. Le due zone maggiormente a rischio sono l´Iraq, dove 17 professionisti dei media sono stati rapiti dall´inizio del 2006, e la Striscia di Gaza, dove sei reporter sono stati rapiti. Se, nel caso dei Territori palestinesi, i rapimenti si sono tutti conclusi con la liberazione degli ostaggi, in Iraq, sei professionisti dei media sono stati uccisi dai loro rapitori.
ATS, 2 gennaio 2007
Comunicato stampa ATG, 9 novembre 2006
Caro direttore, egregio editore,
qualcuno, malignamente, ha detto che quella di ieri è la prima pagina più elegante della storia del giornale. Per noi la ragazza in trench (da fr. 149.-, segnala con precisione il messaggio pubblicitario) che ammicca sotto la testata de La Regione Ticino è un colpo al cuore. La Regione ha saltato il fosso e ha appaltato la prima pagina a un inserzionista, che si spera perlomeno abbia pagato abbastanza bene da permettere all'editore di prendere in considerazione la richiesta delle associazioni professionali di riconoscere il carovita ai propri redattori. Non vogliamo fare voli pindarici o bizantinismi sulla eventuale violazione delle norme deontologiche che impongono la separazione fra parte redazionale e pubblicità, crediamo che l'editore della Regione abbia semplicemente deciso che i titoli di prima pagina possono benissimo essere letti dopo aver pensato se vale la pena fare un salto nel negozio citato per gli acquisti natalizi. Consideriamo questo nuovo capitolo - ricordate, forse, il caso Mediamarkt - un altro passo avanti verso la nuova filosofia che governa il "prodotto" giornale e ne siamo preoccupati. Di più non possiamo fare, fino alla prossima invenzione (Singoli articoli sponsorizzati? Giornalisti con abbigliamento firmato dall'inserzionista?). Le vie del marketing sono infinite, ma, come diceva Totò, ogni limite ha una pazienza.
Per l'ATG
Maurizio Canetta, pres.
Cristina Ferrari, vicepres.
Oscar Acciari, segr.
Il "Tages Anzeiger" ha annunciato la soppressione entro la metà del 2007 di 24 posti di lavoro presso i servizi redazionali della centrale di Zurigo. I tagli, che riguardano i servizi d´impaginazione, di documentazione e di correzione, serviranno a finanziare in parte la creazione di 70 nuovi impieghi per le quattro nuove edizioni regionali che saranno lanciate il prossimo novembre.
Con le nuove pagine regionali, che saranno allegate all´edizione principale del quotidiano zurighese, il "Tages Anzeiger" intende rispondere ai mutamenti intervenuti sul mercato della carta stampata e in particolare dopo l´arrivo dei quotidiani gratuiti di rapida lettura.
Le quattro nuove edizioni regionali (che interessano la sponda destra del lago di Zurigo, la città di Zurigo, l´Oberland e l´Unterland zurighese) andranno ad aggiungersi a quella già in funzione da un anno che interessa la sponda sinistra del lago. Tre quarti dei 70 nuovi impieghi interesseranno le redazioni.
In una nota il sindacato Comedia si dice "indignato" per i tagli, decisi da un gruppo (Tamedia) che per il primo semestre dell´anno ha annunciato un utile record di 75,7 milioni di franchi. Il sindacato teme che la riorganizzazione si farà a scapito della qualità giornalistica.
(ATS; 20 settembre 2006)
I giornalisti specializzati SFJ/AJS/AGS rivendicano la libertà di stampa
AGS: dall’Architettura alla Zoologia
L’Associazione Svizzera dei Giornalisti specializzati SFJ/AJS/AGS, con circa 1000 membri – la maggior organizzazione di categoria in Svizzera – si riunisce il 24 giugno 2006 allo “Stade de Suisse” di Berna per l’Assemblea Generale Ordinaria. Geograficamente, i giornalisti specializzati svizzeri vivono e lavorano in tutta la Confederazione; culturalmente, rappresentano ogni campo del sapere: dalla A di architettura fino alla Z di zoologia.
Il Presidente AGS, Martin Stadelmann, responsabile della comunicazione per Erdgas (VSI-ASIG), nel suo rapporto annuale pone l’accento sui continui attacchi alla libertà di stampa.
Alla fine di novembre, il Consigliere Federale Pascal Couchepin ha presentato il nuovo rapporto sull’alimentazione in Svizzera, nel quale gli esperti – ricercatori nutrizionisti attivi negli ospedali – “propongono misure contro il sovrappeso” e suggeriscono che i media diretti al grande pubblico partecipino alle campagne stampa per la promozione della salute. Si tratta chiaramente di un tentativo di indottrinare i media.
Grasso chi legge
Ne conseguirà il divieto di pubblicizzare tutto ciò che potrebbe contribuire al sovrappeso della popolazione? A questo punto l’AGS si domanda se sarebbe poi ancora legittimo, nella parte redazionale di un quotidiano o di una rivista, scrivere liberamente su argomenti che… potrebbero far ingrassare i lettori!
È a partire da queste premesse che l’Associazione Svizzera dei Giornalisti Specializzati SFJ/AJS/AGS partecipa all’Alleanza contro i divieti pubblicitari, ritenendo che essi mettano in pericolo la sopravvivenza di molte pubblicazioni specializzate; si ricorda che i divieti di pubblicizzare alcool e tabacco sono attualmente in discussione in molti cantoni.
Calcio solare
A chiusura della parte ufficiale dell’Assemblea Generale Ordinaria 2006 i giornalisti membri dell’AGS Associazione Svizzera dei Giornalisti Specializzati visiteranno lo “Stade de Suisse” con il suo impianto solare pilota.
Per ulteriori informazioni:
www.sfj-ajs.ch
Segretariato: SFJ/AJS Pierre Henri Badel 022 / 361 90 25 info@sfj-ajs.ch
In Ticino: AGS Marina Montanaro 079 / 6207872 marmo@ticino.com
Presidente SFJ/AJS: Martin Stadelmann 044 / 288 32 26 stadelmann@erdgas.ch
CCL dei giornalisti: avviata la procedura di conciliazione
E’ stata ufficialmente avviata la procedura di conciliazione per trovare una soluzione tra editori, sindacati e associazioni di categoria sul rinnovo del contratto collettivo dei giornalisti. Il Segretariato di Stato dell’economia (SECO) ha infatti accolto la richiesta di chi tutela gli interessi dei giornalisti, alla luce del fatto che gli editori da quasi due anni non intendono scendere al tavolo delle trattative per il rinnovo della convenzione. E’ quanto comunicato dal presidente dell’Associazione Ticinese dei Giornalisti (ATG), Maurizio Canetta, nel corso dell’assemblea ordinaria annuale che si è tenuta sabato mattina all’Hotel Colorado a Lugano. Canetta ha infatti esposto l’evoluzione della situazione, in base a quanto è emerso al congresso nazionale dell’associazione mantello, Impressum, che si è tenuto lo scorso 19 maggio. Da segnalare che rispetto allo scorso anno, quando ad essere senza contratto collettivo erano i giornalisti svizzerotedeschi e quelli ticinesi (che fanno capo allo stesso CCL), ora anche quelli romandi sono rimasti senza uno strumento che tuteli la loro attività. Ma se gli editori romandi sono disposti a scendere al tavolo delle trattative, così non è per i loro colleghi svizzerotedeschi che non intendono mantenere il principio dei “minimi salariali” nella nuova convenzione, ritenuti invece fondamentali per sindacati e associazioni di categoria. Canetta ha fatto pure presente che fortunatamente da quando è decaduto il CCL non si sono manifestati abusi nella Svizzera italiana, perché gli editori ticinesi hanno espresso la volontà di mantenere lo status quo.
Nel corso dell’assemblea Gianni Gaggini (membro di comitato) ha esposto la situazione relativa alla formazione della categoria, considerato che nell’ambito della revisione dei compiti dello Stato, il Governo ticinese aveva deciso, lo scorso anno, di non occuparsi più direttamente dei corsi di giornalismo. In tal senso è stato trovato un accordo tra editori, Atg Impressum, Comedia, SSM e RTSI (formalizzato attraverso una convenzione) che permetterà di garantire la continuità dell’organizzazione dei corsi. A tal proposito va aggiunto che è nata l’Associazione dei Corsi di giornalismo, presieduta da Maurizio Corti (SSM), per far fronte ai problemi pratici e organizzativi. Direttore dei corsi è stato nominato Dino Balestra, direttore della TSI. Un’importante novità è sicuramente rappresentata dall’introduzione del diploma cantonale che verrà conseguito attraverso una prova d’esame di fronte ad un’apposita commissione.
Infine due parole sul comitato ATG. L’assemblea ha rinnovato la fiducia per il prossimo biennio a Maurizio Canetta (presidente), Oscar Acciari, Lina Simoneschi, Aldo Bertagni, Gianni Gaggini, Simonetta Caratti, Matteo Bernasconi, Cristina Ferrari, Karl Mathis e Maurizio Valsesia. Il collega Antonio Civile fa il proprio ingresso in comitato in sostituzione di Barbara Gianetti (vicepresidente), che ha deciso di non ripresentare più la propria candidatura per motivi personali.
Da "laRegione, lunedì 11 giugno"
ASSEMBLEA ORDINARIA
Care colleghe, cari colleghi,
con la presente siete convocati all'assemblea ordinaria dell'ATG, Associazione Ticinese dei Giornalisti, che si terrà:
sabato 10 giugno, alle ore 09.00,
Hotel Colorado, via Clem. Maraini 19, Lugano-Loreto
Ordine del giorno
1. Apertura e saluto
2. Nomina scrutatori
3. Approvazione verbale ultima assemblea (allegato)
4. Relazione presidenziale
5. Discussione generale
6. Contratto collettivo di lavoro
7. Corsi di giornalismo.
8. Premio ATG
9. Rapporto cassiere
10. Rapporti revisori dei conti
11. Conferma/nomina del comitato esecutivo e del presidente dell'Associazione per il biennio 2008, 2009.
12. Eventuali
Approfitto della convocazione all’assemblea ordinaria per rammentarvi che alla fine di quest’anno verrà assegnato, per la terza volta, il premio giornalistico biennale dell’ATG, patrocinato dalla Cornèr Banca. Si tratta di un’occasione molto interessante per colleghe e colleghi (soprattutto giovani, ma non solo) per mettersi alla prova e presentare i propri lavori più impegnativi e riusciti. Il concorso prevede le sezioni carta stampata, radio, televisione e fotografia. La dotazione del premio è di tremila franchi per i vincitori di ogni categoria. Per maggiori informazioni sulle modalità di concorso, si può consultare il sito dell’Associazione: http://www.giornalistiatg.ch (nell’apposita sezione “premio atg”).
In attesa di incontrarvi, vi saluto cordialmente.
Maurizio Canetta
Presidente ATG
Accredi a Palazzo federale
I giornalisti accreditati a Palazzo federale dovranno "scoprire le carte" e dichiarare i loro interessi e/o legami politici. Lo ha stabilito oggi il Consiglio nazionale, accettando così i contenuti di una mozione presentata dal consigliere nazionale Jürg Stahl (UDC/ZH). La proposta dovrà ora essere approvata dalla Camera dei cantoni.
Tra i membri del parlamento vige la trasparenza: è quindi giusto che anche tra i giornalisti che lavorano sotto la cupola vi siano le stesse condizioni, ha detto Stahl. A suo avviso è importante sapere per chi parteggia un professionista dell´informazione o di quale organizzazione sia membro. La cancelliera della Confederazione Annemarie Huber-Hotz si è opposta alla mozione: non si possono paragonare parlamentari di milizia e giornalisti, ha spiegato (ats)
La Svizzera è troppo restrittiva in fatto di libertà di espressione: la Corte dei diritti umani di Strasburgo ha stigmatizzato oggi la condanna di due giornalisti elvetici, uno per aver pubblicato il contenuto di una nota confidenziale di un ambasciatore, l´altro per aver semplicemente chiesto e ottenuto informazioni dalla segretaria di una Procura pubblica.
Il primo caso riguarda un redattore della "SonntagsZeitung", che nel gennaio 1997, all´epoca della vertenza sui fondi ebraici, aveva pubblicato estratti di un rapporto a Berna dell´allora ambasciatore a Washington Carlo Jagmetti. Alcune espressioni del diplomatico dai toni bellicosi - aveva usato i termini "guerra" e "avversari" in relazione alla disputa - avevano suscitato una polemica tale ("la Svizzera neutrale è in guerra contro il popolo ebraico, aveva scritto un giornale israeliano) da portare Jagmetti alle dimissioni.
Il giornalista del domenicale era stato condannato dalla giustizia zurighese a una multa di 4000 franchi, poi ridotta a 800, per pubblicazione di deliberazioni ufficiali segrete. Nel dicembre 2000, il Tribunale federale aveva confermato la sentenza, fondata su una delle disposizioni più controverse del codice penale svizzero, l´articolo 293.
Sentenziando sul ricorso del giornalista, la Corte di Strasburgo ha rilevato una violazione dell´articolo 10 della Convenzione europea sui diritti umani, che garantisce la libertà di espressione. Il pubblico aveva un legittimo interesse ad essere informato riguardo a un dossier delicato come quello sui fondi ebraici, sottolineano i giudici europei, che criticano poi la multa inflitta al giornalista. Nel contesto del dibattito politico - rilevano - una simile condanna rischia di dissuaddere la categoria a contribuire alla discussione su questioni che interessano la vita della collettività.
La Corte arriva alla stessa conclusione in un´altra vicenda, in cui un giornalista del "Blick" era stato condannato a 500 franchi di multa per istigazione alla violazione del segreto d´ufficio. Indagando nel settembre del 1997 sulla grossa rapina appena avvenuta all´ufficio postale della Fraumünster di Zurigo, l´uomo si era rivolto a una segretaria della locale Procura pubblica chiedendole se le persone arrestate in relazione al "colpo del secolo" avessero precedenti penali. La funzionaria gli aveva fornito le informazioni volute per fax, un errore costato anche a lei nel 1998 una multa di 500 franchi.
Anche in questo caso, il Tribunale federale aveva confermato nel 2001 la sentenza emessa nel settembre 1999 del Tribunale cantonale di Zurigo, sottolineandoche che per incitare un funzionario alla violazione del segreto d´ufficio è sufficiente chiedere informazioni, sapendo pertinentemente che se egli vi risponde, divulga un segreto d´ufficio.
Per la corte europea, la condanna viola la libertà di espressione. Secondo i giudici di Strasburgo, essa costituisce una sorta di censura per indurre il giornalista a non più esercitare attività di ricerca che sono inerenti al suo mestiere. Anche questa condanna come quella del giornalista della "SonntagsZeitung", conclude la corte, costituisce un intralcio alla stampa nel suo compito di informazione e controllo.
(ats, 25 aprile 2006)
BERNA, 9 mar (ats) Il Consiglio degli Stati ha deciso oggi tacitamente che radio e televisioni private riceveranno il 4 % del canone radiotelevisivo, seguendo la proposta del Nazionale. La camera dei Cantoni aveva a lungo insistito su un tasso compreso tra 2 e 5 % per le Tv e tra 3 e 5 % per le radio.
Su un ammontare di 1,1 miliardi di franchi (400 milioni quale canone radio e 700 milioni per quello televisivo), le radio private attualmente ricevono 7,5 milioni di franchi e le Tv private 7 milioni, secondo i dati più recenti forniti lunedì dal consigliere nazionale Jean-René Germanier (PLR/VS) a nome della Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni (CTT) della camera del popolo. Con la revisione della Legge federale sulla radiotelevisione (LRTV) le prime avranno diritto a 16 milioni e le seconde a 28. SSR SRG idée suisse dovrà dunque rinunciare a 44 milioni, contro 14,5 attualmente.
Per ricevere una fetta di questi introiti, conformemente alla nuova LRTV, le emittenti private dovranno soddisfare un mandato di prestazioni definito nella concessione loro rilasciata. Sarà il Consiglio federale a decidere la chiave di ripartizione tra i vari beneficiari.
Il desiderio di condurre in porto la legge, da anni in gestazione, ha fatto propendere gli Stati per una scelta di ordine fondamentalemente tattico. Il Nazionale ha ripetutamente sostenuto che un tasso fisso (4 %) è indispensabile per la previsione budgetaria. La camera dei Cantoni non avrebbe avuto alcuna possibilità di imporre la propria idea di una banda di contributi (compresa tra 2-3 % e 5 %) nella conferenza di conciliazione, ha detto Thomas Pfisterer (PLR/AG) a nome della CTT degli Stati.
I "senatori" hanno eliminato anche tutte le altre divergenze secondarie. Hanno approvato un emendamento anticoncentrazione che limita a due il numero di concessioni di radio e televisione ottenibili da un privato. Altro aspetto: i fornitori di servizi di telecomunicazione potranno privilegiare, in certi casi, le piccole emittenti elvetiche.
Il consigliere federale Moritz Leuenberger non ha nascosto una certa soddisfazione per la fine del percorso parlamentare della LRTV. I lavori al Dipartimento federale dell´ambiente, dei trasporti, dell´energia e delle comunicazioni (DATEC) sono iniziati nel 1999. Tutto l´iter politico ha suscitato appassionate discussioni ed è stato seguito criticamente dai media, ha ricordato.
La LRTV, pronta per la votazione finale, dovrebbe entrare in vigore il primo gennaio del 2007, ha aggiunto il ministro. Nuove discussoni su altre revisioni non tarderanno. Probabilmente una nuova LRTV verrà alla luce nel 2020, ha pronosticato il capo del DATEC.
Inserto "Tages Anzeiger" con copertina pubblicità politica
ZURIGO, 22 dic (ats) Il supplemento per il tempo libero "züritipp" del quotidiano zurighese "Tages Anzeiger" è uscito oggi con un´insolita impaginazione: alla normale copertina ne è stata aggiunta una supplementare con la testata e con una pubblicità politica che presenta il sindaco socialista Elmar Ledergerber che fa gli auguri di Buone Feste e si raccomanda agli zurighesi in vista delle elezioni per il rinnovo dei poteri cittadini del prossimo mese di febbraio.
Anche la controcopertina e i risvolti contengono la pubblicità per gli altri tre municipali del PS nell´esecutivo della città sulla Limmat. La copertina pubblicitaria non è un fenomeno nuovo: nella Svizzera tedesca viene utilizzata in particolare dal quotidiano gratuito "20 Minuten", anch´esso pubblicato "tamedia", il gruppo che pubblica il "Tages Anzeiger".
Una novità è invece la pubblicità politica che riempie la copertina. La separazione fra pubblicità e contributi redazionali è un tema che il consiglio della stampa ha recentmente definito "fra i più scottanti".
Interpellato dall´ATS, il responsabile del dipartimento "etica" dell´associazione degli editori Stampa svizzera ha parlato di "inserzioni molto problematiche". Il rischio è a suo avviso che le pubblicità a tutta pagina in copertina "facciano perdere credibilità agli organi di stampa".
Per la portavoce di tamedia Eta Pavlovic, le copertine pubblicitarie rappresentano invece "una forma innovativa di pubblicità". Simili iniziative sono importanti "per aumentare l´attrattiva della carta stampata presso gli inserzionisti".
ATS, 8 nov 2005. L´Osservatorio europeo di giornalismo (EJO) dell´Università della Svizzera italiana ha vinto il premio "Media Award 2005" attribuito ogni due anni dall´Associazione per la qualità nel giornalismo (Verein Qualität im Journalismus). Il riconoscimento è stato consegnato oggi a Basilea nel corso di una cerimonia ufficiale.
La giuria ha premiato l´Osservatorio dell´USI per le sinergie che ha saputo sviluppare nella comunità giornalistica internazionale, diffondendo in diversi paesi le migliori ricerche settoriali e promuovendo contatti diretti tra i giornalisti che si occupano dei media.
Il team dell´EJO, guidato da Stephan Russ-Mohl, ordinario di giornalismo alla Facoltà di Scienze della comunicazione dell´USI, è riuscito con le sue attività ad arricchire il giornalismo sui media. Si tratta di "una maniera efficace di fare outsourcing", ha spiegato Roger de Weck, il giornalista che ha candidato l´istituto al premio. De Weck ha pure sottolineato la particolarità dell´Osservatorio che "collabora con diverse redazioni in più regioni linguistiche e getta dei ponti tra le varie culture giornalistiche europee grazie al suo sito internet disponibile in tre lingue".
L´Osservatorio europeo di giornalismo, ideato da Marcello Foa e Stephan Russ-Mohl, è un istituto di ricerca che si propone di identificare, analizzare e divulgare le tendenze più significative nel mondo dei media paragonando diverse culture giornalistiche in Europa e negli Stati Uniti.
Ministero Pubblico e caso Zoppi: presa di posizione sull'opinione espressa dal signor Enrico Morresi
(pubblicata sul Gdp del 7.10.2005)
Preso atto delle molteplici richieste di presa di posizione sull’opinione espressa dal signor Enrico Morresi, il Ministero Pubblico del Cantone Ticino comunica:
1. Non si rilasciano commenti in merito al procedimento Zoppi, per il quale è stata anticipata la presentazione della dichiarazione di ricorso in attesa di poter esaminare la motivazione scritta del giudizio.
2. Le considerazioni esposte dall’opinionista impongono, per una corretta informazione, di ricordare che il vigente sistema accusatorio è retto dai seguenti fondamentali principi:
- Il Ministero Pubblico è obbligato per legge ad avviare un procedimento penale per tutte le notizie di eventuale reato perseguibili d’ufficio (art. 2 e 178 CPPT)
- A garanzia dell’accusato, lo stesso deve essere subito avvisato di tutte le ipotesi di reato la cui eventuale esistenza dovrà poi essere accertata con il procedimento penale (art. 118 e 188 CPPT)
- Se esistono gravi indizi di colpevolezza e preminenti motivi per salvaguardare il procedimento, l’accusato deve essere arrestato con verifica degli stessi ad opera del Giudice dell’arresto (art. 95 e 100 CPPT).
- Ogni accusato è comunque presunto innocente fino alla condanna definitiva.
- Al termine dell’inchiesta il Procuratore Pubblico, sotto la propria responsabilità, deciderà l’abbandono per quei reati che inizialmente ha dovuto prospettare e che l’istruttoria non ha permesso di comprovare, rispettivamente rinvierà a giudizio l’accusato per quelle ipotesi che ritiene costitutive di reato (art. 198 CPPT).
- Le autorità giudicanti esamineranno secondo il proprio libero convincimento se condividono o meno il parere del Procuratore Pubblico.
3. Considerazioni mediatiche, speculazioni e inchieste giornalistiche esulano dalle responsabilità degli inquirenti, tenuti, a differenza di altre parti, al segreto istruttorio ed al rispetto dei principi di legge sopra enunciati. Ogni autorità e ogni organo d’informazione è evidentemente responsabile delle decisioni prese nell’ambito delle rispettive attività professionali.
4. Logiche emotive di vittorie e sconfitte, evocate dall’opinionista, sono estranee alla serenità istituzionale di chi, come primo anello della catena, serve la Magistratura penale nella ricerca della verità.
