Il pacchetto di aiuti ai media sostiene le testate digitali

Il testo e gli intenti del pacchetto di aiuti ai media non sono sicuramente perfetti. Si potevano prevedere dei criteri, dei requisiti da soddisfare, in modo tale da premiare, in particolare, gli editori virtuosi, quelli cioè che in questi anni hanno sottoscritto un contratto collettivo di lavoro, hanno introdotto una strategia per promuovere la pari opportunità e la diversità nelle redazioni, si sono preoccupati di migliorare le condizioni di lavoro dei propri redattori e delle proprie redattrici come anche i compensi dei collaboratori esterni, dunque dei freelance

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Tutto questo non c’è ma non ci sarebbe nemmeno il tempo, se questo pacchetto venisse bocciato, di aspettarne in votazione un secondo. Nel frattempo, molte testate medio-piccole morirebbero o dovrebbero ricorrere a drastici tagli. I grandi editori, di cui tanto si parla, andrebbero avanti lo stesso. Sarebbero dunque un duro colpo per il pluralismo nel nostro Paese. Pluralismo che il pacchetto sostiene con un importante aiuto di 30 milioni di franchi per tre anni alle testate digitali. Abbiamo bisogno di voci alternative, progetti coraggiosi e indipendenti come Republik e Heidi News che non si finanziano con la pubblicità ma attraverso gli abbonamenti dei lettori. Dire sì il 13 febbraio significa sostenere anche loro. E a chi dice che i finanziamenti diretti mettono a rischio l’indipendenza basta andare a vedere il modello di finanziamento alla stampa in paesi come la Danimarca, la Svezia e la Norvegia.

Votiamo sì il 13 febbraio!

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