E se il futuro fosse freelance?

Arriva il Natale è tempo di bilanci, di retrospettive e di emozioni. L’atmosfera che precede le feste ha in sé qualcosa di magico, le luci della sera, ad esempio, che nel loro caldo riverbero richiamano la presenza e l’amore di chi non c’è più. Ma può essere anche un tempo funesto. Da quando l’economia non gira più a pieno regime e la coperta è diventata più corta per tutti, la fine dell’anno coincide con la ricezione di terribili comunicazioni di fine rapporto o fine collaborazione.

Terribili perché lo sono nella sostanza ma sempre di più anche nella forma. L’altro giorno è toccato ad una mia amica. Non se lo aspettava, le è stato detto con una sintetica e fredda mail. Ormai lo sa anche Babbo Natale che le lettere non si usano più. L’email però ci ha fatto dimenticare l’uso e il pregio dei convenevoli, delle forme di cortesia, dell’eleganza nella forma. L’eleganza, anche questa, nei rapporti umani l’abbiamo scordata. Fa parte della nostra grande illusione, che un giorno scoppierà come la bolla immobiliare, quella di crederci sempre connessi. Lo siamo a suon di bit ma a livello umano ci connota una profonda disconnessione. 

Continua qui (articolo pubblicato sul settimanale Azione del 9 Dicembre 2019)