In difesa del giornalismo e dei giornalisti

L'ATG, insieme a OCST e a SYNDICOM, scende in campo a difesa del giornalismo e dei giornalisti con una mozione a sostegno dei media locali che - sul modello del Canton Vaud - chiede di considerare l‘introduzione di aiuti pubblici indiretti agli editori, con una campagna promossa da ATG in difesa del mercato pubblicitario svizzero e ticinese, messo costantemente sotto pressione dai giganti del web e l'invito agli editori a migliorare le condizioni di lavoro dei giornalisti - redattori e freelance - con un nuovo CCL che in Ticino manca da 16 anni.

Mozione - Sostegno ai media locali: per un’informazione a km 0

Presentata da Lorenzo Jelmini, Partito Popolare Democratico

Amanda Rueckert, Lega dei Ticinesi; Alessandro Speziali, PLRT; Marco Noi, Verdi; Tatiana Lurati Grassi, PS

Le difficoltà economiche che da tempo attraversano il settore dei media e della stampa scritta in particolare sono note e hanno già avuto pesanti conseguenze in Svizzera con la fine di alcune testate giornalistiche. Nel nostro Cantone abbiamo assistito alla chiusura del Giornale del Popolo e purtroppo nè il Corriere del Ticino nè La Regione sembrano navigare in acque tranquille.

Proprio per far fronte a questa difficile situazione, il Governo del Canton Vaud è intervenuto a sostegno della stampa regionale proponendo misure specifiche in un messaggio presentato al Gran Consiglio. Questa decisione è nata dopo la richiesta di alcuni parlamentari sollecitati dalla chiusura del settimanale Hebdo avvenuta nel 2017 e del quotidiano romando Le Matin, l’anno successivo.

Analoga iniziativa è stata avviata anche nel Canton Berna. Anche qui il Governo sta valutando misure di supporto al mondo dei media. è cronaca recente la presentazione al Parlamento Cantonale di un rapporto sul delicato tema della comunicazione.
(rapport sur les possibilitès d’aide aux mèdias Le lien s'ouvre dans une nouvelle fenètre)

Il sostegno dello Stato al giornalismo è certamente un fattore delicato e controverso perchè potrebbe venir intesto come una diminuzione dell'autonomia e della libertà di pensiero. Una società democratica deve garantire a tutti i cittadini la possibilità di formare liberamente le sue opinioni, confrontandole con quella degli altri. L’accesso all'informazione è certamente un interesse pubblico da salvaguardare.

L'importanza della presenza di un'informazione libera e pluralista a beneficio di tutta la popolazione è una responsabilità pubblica ed è per questo che anche in diversi Paesi europei sono previsti sostegni di natura finanziaria.

Necessario comunque distinguere tra aiuti diretti, che rischierebbero di causare inopportune ingerenze dello Stato, e aiuti indiretti. In Svizzera è previsto un finanziamento indiretto che garantisce una diffusa informazione alla popolazione, in particolare nel settore audiovisivo come pure un aiuto finanziario per i costi sostenuti dalla Posta svizzera nella distribuzione dei giornali.

Alla luce di quanto sopra indicato, riteniamo necessario che il Consiglio di Stato proponga al Parlamento misure che portino ad un sostegno dei media presenti nel nostro Cantone ed in particolare per quanto riguarda la stampa scritta. Affinchè sia in ogni caso tutelata la libertà di opinione, oggi risultano inevitabili aiuti finanziari da parte dello Stato, come proposto nei Cantoni Vaud e Berna.

Forzando il ragionamento, possiamo dire che questo in fondo è un sostegno anche al principio sempre più in voga della “produzione a chilometro zero”. L’informazione deve essere vicina al fatto che descrive per evitare di dipendere da gruppi editoriali con sede oltre Gottardo con visioni e sensibilità potenzialmente fuori luogo.

Visto quanto indicato, chiediamo al Consiglio di Stato di valutare azioni o progetti di supporto dei media locali e presentare al Gran Consiglio un messaggio in tal senso.

Iniziativa ATG - Inserzioni a chilometro zero

Ogni anno l’università di Zurigo - attraverso il suo Istituto di ricerca “Öffentlichkeit und Gesellschaft” – realizza un’analisi dettagliata del panorama mediatico elvetico dal titolo “Qualität der Medien”. Nell’edizione 2019 si legge, a pagina 18, che “l’informazione giornalistica viene indebolita in particolare dal deflusso di capitali dal mercato pubblicitario svizzero verso le grandi piattaforme online”. Lo studio dell’università di Zurigo indica che nel 2017 il mercato pubblicitario online ha generato una cifra d’affari pari a 2,1 miliardi di franchi. Ebbene di questi fondi ben 1 miliardo e 400 milioni sono finiti nelle casse di Google, ciò che rappresenta ben il 67% del mercato! Nel corso del 2019 la cifra globale del mercato pubblicitario online ammonta – sempre secondo le stime dell’università di Zurigo – a 2,3 miliardi. Di questi 1,6 miliardi sono finiti ancora una volta nelle casse di Google e di Facebook. Che dire, siamo davvero molto bravi a farci del male da soli!

Queste cifre evidenziano un fatto ormai inequivocabile: la Svizzera sta svendendo il proprio mercato pubblicitario online a due aziende straniere, perché su 3 franchi guadagnati 2 finiscono negli Stati Uniti. Ecco il motivo principale all’origine delle difficoltà con cui sono confrontati oggi i media svizzeri.  Ne sanno purtroppo qualcosa tutte le testate giornalistiche del nostro Paese. E per testate intendiamo i giornali, i siti web d’informazione, le radio e le televisioni. Questa svendita avviene nel silenzio quasi assoluto da parte della politica, al momento non si notano infatti reazioni significative a questa ingente perdita di capitali in favore di Google e Facebook.

Per questo motivo l’Associazione ticinese dei giornalisti - fatta di giornalisti e per i giornalisti - invita il mondo economico ticinese a “fare squadra” e a convogliare le proprie inserzioni pubblicitarie in modo da trattenere il più possibile i fondi destinati alla propria promozione all’interno dei confini nazionali e in particolare della Svizzera italiana. Da qui la nostra iniziativa “Inserzioni a chilometro zero”, in difesa del mercato pubblicitario locale e quindi a sostegno delle testate regionali e dei giornalisti che operano in questo ambito.

In questo senso vanno sottolineati i risultati di un recente studio condotto dalla società WEMF (www.wemf.ch). Tra le altre cose esso indica che il 60% degli adulti legge quotidianamente un giornale nelle sua forma cartacea, mentre il 43% consulta un sito di informazione online. In relazione al mercato pubblicitario il 41% dei lettori considera l’inserzione sui giornali utile per l’informazione che essa veicola. Solo il 17% ritiene che quella che si trova sui siti online sia affidabile, una percentuale che scende al 9% se si considera la pubblicità trasmessa dei social media, che viene dunque ritenuta di qualità decisamente scarsa. Cifre che dovrebbero far capire come l’inserzione classica venga ancora apprezzata dal pubblico. Il mercato c’è, l’interesse dell’utenza anche. Aspetti questi che vengono oggi forse un po’ troppo sbrigativamente trascurati dai principali operatori economici del nostro Paese, ciò che porta, come abbiamo detto, a svendere il mercato pubblicitario svizzero a Google e a Facebook. Una vera e propria autorete, che indebolisce i media svizzeri e mette in pericolo il dibattito democratico nel nostro Paese, visto che proprio attraverso i media prende forma lo scambio di opinioni e, in definitiva, si forgia il contenuto democratico del nostro Paese. Per questo motivo ATG si permette di richiamare i diversi settori che compongono il tessuto economico della Svizzera italiana a sostenere con le proprie inserzioni la stampa locale, all’insegna del motto: pubblicità a chilometro zero! Per una stampa più forte in favore di tutta la società!
 

Dal minuto 9:58 il servizio andato in onda a Il Quotidiano sulla conferenza stampa congiunta ATG, OCST e SYNDICOM del 14 febbraio 2020: https://www.rsi.ch/la1/programmi/informazione/il-quotidiano/ fbclid=IwAR0GhZUSCEWzLQCOoz_InqtTtVGhcTkttK9MUzNFE5veRlYnQ7Nkabe_4FA